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| Fig.1: PRI 0054, Frammento di alzata di coperchio di sarcofago con scena di Giona |
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| Fig.2: Ricostruzione secondo Wilpert 1929-36, tav. CLXI,4 |
Descrizione
Frammento relativo all'alzata di un sarcofago con tabulaTavoletta quadrangolare in cui inserire l'iscrizione incisa o dipinta.
Ansata: con ornamenti laterali a coda di rondine.
Anepigrafe: senza incisione. centrale a cui sono affiancati i due campi figurati.
La tabulaTavoletta quadrangolare in cui inserire l'iscrizione incisa o dipinta.
Ansata: con ornamenti laterali a coda di rondine.
Anepigrafe: senza incisione., con cornice liscia e piatta, conserva parte dell'ultima riga di testo, in greco, con il nome del defunto.
Del pannelllo a sinistra rimane una esigua porzione con la rappresentazione dell'episodio di Giona rigettato dal mostro marino (per il ruolo che riveste nell'arte greca e nella tradizione mediterranea cfr. M. Lawrence, Ships, Monsters and Jonah, in American Journal of Archaeology 66, 1962, pp. 294-295). Il profeta emerge per tre quarti dalle fauci del mostro, di cui si vedono le zampe anteriori emergenti dalle onde e lunghe orecchie appuntite. In basso a destra l'elemento roccioso che indica la terraferma.
Presumibilmente il ciclo era ripartito tra i due settori dell'alzata e quindi nella parte destra doveva essere la rappresentazione del profeta a riposo sotto le cucurbite.
La figura di Giona è tra le prime utilizzate in ambito funerario cristiano, sui sarcofagi, fin dalla metà del III secolo e sui coperchi dalla seconda metà dello stesso secolo: il suo significato è infatti assimilabile a quello assunto sui sarcofagi pagani dalla figura di EndimioneEroe della mitologia greca, nell'arte antica viene generalmente raffigurato come un giovane pastore di grande bellezza, anche se alcuni autori lo indicavano come re di Elide. Amato da Selena (Luna), questi gli concesse un sonno eterno per venirlo furtivamente a baciare. (J. Engmann, Untersuchungen zur Depulkralsymbolik der späten römischen Kaiserzeit, Munsten 1973, p. 73) e l'iconografia, sia pure solo formalmente, trova nell'EndimioneEroe della mitologia greca, nell'arte antica viene generalmente raffigurato come un giovane pastore di grande bellezza, anche se alcuni autori lo indicavano come re di Elide. Amato da Selena (Luna), questi gli concesse un sonno eterno per venirlo furtivamente a baciare. dormiente un preciso parallelo (E. Stommel, Zum Problem der fruhchristlichen Jonasdarstellungen, in jahrbuch für antike und christentum 1, 1958, pp. 112-115). Per il valore che assume il ciclo di Giona in ambito cristiano cfr. A Ferrua, Paralipomeni di Giona, in Rivista di Archeologia Cristiana 38, 1962, p. 52 ss.
Nel frammento le figure, seppure schiacciate, sono impiantate con una certa scioltezza e con una ricerca di effetti di movimento e chiaroscurali, puntualizzati dal largo uso del trapano.
Cronologia
fine del III secolo
Manifattura
romana
Provenienza
Roma, dall'area delle catacombe di Priscilla
Rinvenimento
Scavi del 1890-1906
Materiale
marmo
Stato di Conservazione
Mutilo su tutti i lati, tranne il margine inferiore. Il frammento è stato restaurato nel 2010.
PRI 0054 altezza:20,5 larghezza:39 spessore:4,5
Bibliografia
- Deichmann, Bovini, Brandenburg 1967
- F. W. Deichmann, G. Bovini, H. Brandenburg, Repertorium der christlich-antiken Sarkophage. Erster Band. Rom und Ostia, Wiesbaden 1967.
- Wilpert 1929-1936
- J. Wilpert, I sarcofagi cristiani antichi, I-III, Città del Vaticano 1929-1936.
- Marucchi 1908
- O. Marucchi, La basilica papale del cimitero di Priscilla ritrovata e in parte ricostruita dalla Commissione di Archeologia Sacra, in Nuovo Bullettino di Archeologia Cristiana 14, 1908, pp. 5-126.
- Gerke 1940
- F. Gerke, Die christlichen Sarkophage der vorkonstantinischen Zeit (Studien zur Spätantiken Kunstgeschichte), Berlin 1940.
- Stuiber 1957
- A. Stuiber, Refrigerium interim, Bonn 1957.
Glossario
- Tabula
- Tavoletta quadrangolare in cui inserire l'iscrizione incisa o dipinta. Ansata: con ornamenti laterali a coda di rondine. Anepigrafe: senza incisione.
- Endimione
- Eroe della mitologia greca, nell'arte antica viene generalmente raffigurato come un giovane pastore di grande bellezza, anche se alcuni autori lo indicavano come re di Elide. Amato da Selena (Luna), questi gli concesse un sonno eterno per venirlo furtivamente a baciare.
C.S. / B.M.